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Se interi volumi sono stati scritti ormai su Antonio Vivaldi e le sue composizioni strumentali, assolutamente poco considerati sono questi cinque lavori dedicati allo strumento a tastiera. Le scelte interpretative che hanno guidato il lavoro sono nate da una considerazione di base, ovvero quella di collocare queste opere nel contesto cameristico che è sembrato suggerito dal loro tipo di struttura. Pur muovendosi infatti nell'ambito tipico della forma tutti/solo, Vivaldi adotta per questi brani uno stile fortemente dialogato che non impegna esclusivamente i solisti ma rende partecipe tutti gli strumenti fino a portarli sullo stesso piano allorché le idee di impianto si sviluppano su soluzioni contrappuntistiche/imitative. Sempre in linea con questa scelta si è deciso di realizzare il basso delle due sonate con il solo organo, vedendo lo strumento a tastiera, oltretutto accomunato col solista da affinità di concezione fonica, non tanto complementare ad uno strumento melodico di basso, come in molti casi è opportuno, ma piuttosto alternativo e quindi di per se efficace nel creare quella atmosfera di colloquiale intimità che la musica sembra ancora una volta suggerire. Ottaviano Tenerani |