Giovanni Battista Sammartini è ancora un compositore quasi sconosciuto al grande pubblico; dopo una vita in cui fu apprezzato e stimato pressoché in tutta Europa, è stato poi "dimenticato" dalla critica e dalla storiografia.
Solo dopo il novecento Sammartini torna ad essere oggetto di studio soprattutto in relazione al suo contributo per la scuola sinfonica e strumentale milanese.[...] Databili verso la fine degli anni cinquanta, in un periodo in cui il flauto traverso aveva ormai acquistato una propria identità ed un proprio spazio, questi Notturni a quattro rivelano, attraverso una scrittura squisitamente idiomatica e tonalità per lo più confacenti alla tecnica flautistica, un Sammartini attento conoscitore dello strumento e delle sue caratteristiche di brillantezza e di cantabilità così come con la loro impostazione "corale", pur non scevra da virtuosismi nelle parti del flauto stesso e del primo violino, introducono quello stile dialogato che caratterizzerà molte composizioni strumentali coeve e che culminerà nei concertini del più tardo periodo sammartiniano e nei lavori cameristici di J. Ch. Bach, Haydn e Mozart.
Marica Testi |